7. La Guerra fredda
7.2. Un mondo diviso

Ideologia e prassi dell'anticomunismo

La politica di containment della potenza sovietica e del comunismo ebbe all'interno degli USA, come riflesso e supporto, una vera e propria repressione nei confronti di militanti e simpatizzanti comunisti, e più in generale dei progressisti. La legge Smith, varata nel 1940 per far fronte ad eventuali azioni all'interno degli Stati Uniti di nazisti e comunisti — in quel momento alleati —, venne applicata nel 1949 contro undici dirigenti del Partito Comunista statunitense, colpevoli di appartenere ad una organizzazione ritenuta diretta emanazione della dirigenza sovietica, dando il via ad una politica persecutoria durata vari anni. In quello stesso periodo una serie di iniziative legislative — federali e statali — limitò non solo la libertà di organizzazione, ma escluse da impieghi pubblici chi professava, o aveva professato in passato, idee definibili "di sinistra". La legge McCarran-Nixon, del 1950, stabilì una sorta di lista di proscrizione, in cui dovevano essere iscritti tutti i membri di associazioni considerate dal Dipartimento della Giustizia appartenenti al "fronte comunista". Il successivo McCarran Act (1952) inasprì le norme emanate due anni prima e discriminò ulteriormente, e su base politica, l'immigrazione negli Stati Uniti, mentre i sindacati presero a tenere nei confronti del comunismo un atteggiamento analogo culminato nell'"epurazione" nell'ambito del CIO. La "caccia alle streghe" — come venne definita questa psicosi anticomunista, che oltretutto portò alla condanna ed all'emarginazione di molti cittadini statunitensi del tutto estranei ad ogni organizzazione comunista — era dunque in pieno svolgimento prima ancora della comparsa sulla scena del senatore repubblicano Joseph R. McCarthy. Questi, eletto al Senato nel 1946 grazie ad una campagna elettorale incentrata sul "pericolo rosso", si dedicò a denunciare infiltrazioni comuniste che, a suo dire, avevano investito anche il Dipartimento di Stato. Anche se le accuse risultavano infondate egli continuò ad imperversare nella sua campagna denigratoria, mentre il senatore Taft poteva affermare, senza che alcuno sollevasse obiezioni: "McCarthy deve continuare a parlare e se in qualche caso le accuse dovessero rivelarsi infondate, egli non dovrà far altro che passare al caso seguente". Nel 1952 McCarthy venne nominato presidente della Sottocommissione senatoriale per le attività antiamericane e Robert F. Kennedy gli si affiancò come consigliere. Negli anni del cosiddetto maccartismo vennero poste sotto inchiesta personalità operanti nei più svariati campi e nell'accecamento del furore anticomunista non si risparmiò neppure chi avrebbe dovuto essere al disopra di ogni sospetto come il generale George C. Marshall, uno dei maggiori fautori di una rigida politica verso l'URSS, nei confronti del quale poche voci si levarono a difesa e significativo fu il silenzio di Eisenhower. McCarthy, contando sulla vittoria repubblicana nelle elezioni del 1952 e sul personale appoggio di Eisenhower e Dulles, poté continuare la sua campagna denigratoria e la sua caccia ai "traditori" fino al 1954, quando venne censurato dai suoi stessi colleghi. Ma neanche allora la sua attività cessò completamente, tanto che nel 1957 si fece promotore di una nuova commissione senatoriale d'inchiesta, la cui funzione ufficiale era di indagare sulla corruzione in ambito sindacale, mentre in realtà mirava a limitare la forza del movimento operaio all'indomani della fusione delle due maggiori centrali sindacali, l'AFL e il CIO. Robert F. Kennedy, proprio per essere stato a suo tempo uno stretto collaboratore di McCarthy, ottenne il posto di consigliere principale in tale commissione. Il maccartismo continuava dunque sotto nuove spoglie.

Il maccartismo fu un fenomeno tipicamente americano, e non una parentesi nella storia degli Stati Uniti, alla cui origine si deve collocare una ossessiva ricerca della sicurezza nazionale che portò alla limitazione delle fondamentali libertà democratiche. Inoltre, la paura del comunismo mise particolarmente in evidenza la tendenza a vedere nel conformismo la salvaguardia dello "spirito americano" e la preservazione della sua purezza che come abbiamo visto, già si era affermata all'inizio degli anni '20. Nello stesso tempo il maccartismo rappresentò l'esasperazione dell'incapacità del mondo politico americano a giudicare il movimento comunista come qualcosa di diverso da una semplice congiura internazionale diretta da Mosca.

Come già abbiamo accennato, anche i sindacati svolsero un importante ruolo nell'isterico movimento anticomunista del dopoguerra. La legge Taft-Hartley del 1947 stabilì, tra l'altro, che i dirigenti sindacali firmassero una dichiarazione di non appartenenza al Partito Comunista. Sebbene questa legge, per certi suoi aspetti, venisse contrastata, invero piuttosto debolmente, da parte dell'AFL e del CIO (per le limitazioni che imponeva all'azione delle confederazioni, in particolare per il rigoroso controllo governativo sull'amministrazione dei sindacati, per l'obbligo di un preavviso di 60 giorni per l'effettuazione di uno sciopero e per il divieto degli scioperi "selvaggi" e di solidarietà), in realtà si assistette ad una gara delle centrali sindacali nell'espellere dal loro seno le federazioni ritenute, a torto o a ragione, controllate da comunisti. L'abbandono nel 1949 da parte del CIO della Federazione Sindacale Mondiale, a direzione comunista, e la creazione, assieme all'AFL, della Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi, mentre segnò l'inizio di una ulteriore involuzione conservatrice del CIO, costituì il primo passo verso la costituzione di un sindacato unico. Poche erano ormai le differenze tra le due confederazioni, e perciò nel 1955 nasceva l'AFL-CIO, che appariva ancor più integrato nel sistema capitalistico americano, tanto che il suo presidente, George Meany, poteva affermare, senza pericolo di suscitare reazioni di sorta: "Noi sindacalisti americani amiamo il sistema capitalista". L'unificazione non apportava nuova forza al movimento dei lavoratori, mentre si riduceva percentualmente la sindacalizzazione degli operai: infatti i primi dieci anni del nuovo sindacato (1956-1966) non registravano che un aumento di 400 mila aderenti, mentre nello stesso tempo vi era stato un incremento di più di 11 milioni di nuovi addetti all'industria.


Joseph McCarthy: il nemico guida "la nostra politica estera".

Cinque anni dopo che una guerra mondiale è stata vinta, i cuori degli uomini dovrebbero aspettarsi una lunga pace, e le menti degli uomini dovrebbero essere libere dal gravoso onere che deriva dalla guerra. Ma questo non è un tale periodo — perché questo non è un periodo di pace. Questo è il tempo della "guerra fredda". Questo è il tempo in cui il mondo è diviso in due vasti e sempre più ostili campi — il tempo di una rapida corsa agli armamenti. [...]

Alla fine della guerra noi eravamo fisicamente la più forte nazione della terra, almeno potenzialmente, la più potente dal punto di vista intellettuale e morale. Noi avremmo potuto avere l'onore di essere un faro nel deserto della distruzione, una risplendente e vivente prova che la civiltà non era ancora pronta a distruggere se stessa. Sfortunatamente, noi abbiamo fallito miseramente e tragicamente nel cogliere l'opportunità.

La ragione per cui ci troviamo in una situazione di impotenza non è l'invio di uomini ad invadere le nostre spiagge da parte del nostro unico grande e potenziale nemico, ma piuttosto l'azione traditrice di coloro che sono stati così ben trattati da questa nazione. Non sono stati i meno fortunati o i membri di minoranze che hanno venduto questa nazione, ma piuttosto coloro che hanno avuto tutti quei benefici che la più ricca nazione della terra aveva da offrire — le più belle case, la migliore istruzione scolastica, ed i migliori impieghi governativi, che noi possiamo dare.

Ciò è impressionantemente vero nel Dipartimento di Stato. In tal posto gli illustri e giovani uomini nati con la camicia sono stati i peggiori. [...]

Secondo me il Dipartimento di Stato, che è uno dei dipartimenti più importanti del governo, è completamente infestato dai comunisti.